PERSONAGGI INTERVISTA A TESSA GELISIO FIBRE FILI PER LA SOSTENIBILITÀ IL CONTESTO SOMMERSI DAGLI ABITI MATERIA CACCIA AL TESORO NEL MEDITERRANEO Bimestrale · Anno 7 · Numero 2/2025 Marzo-Aprile 2025 VIAGGIO NEL MONDO TRA PROGETTI VIRTUOSI, ECOTECNOLOGIE E SCELTE CONSAPEVOLI Le alternative ecologiche possibili, per la salute umana e del pianeta TESSILE FAST FASHION ecofuturo.eu &SOMMARIO PERSONAGGI Tecnologie per la sost… di Sergio Ferraris ECOFUTURO L’ecologia che conviene di Sergio Ferraris MATERIA Caccia al tesoro di Giuliano Gabbani ALIMENTAZIONE Regione con gusto di Riccardo Pallotta CER Comunità in bilico di Giuseppe Milano IL MONDO CHE CAMMINA Tessere la speranza di Michele Dotti 7 502254 524856 Tessile & fast fashion Le alternative ecologiche possibili per la salute umana e del pianeta 25 FOCUS ARTICOLI EDITORIALE Dalle leggi suntuarie alla fast fashion di Michele Dotti IL CONTESTO Sommersi dagli abiti di Silvia Gambi MERCATI Low budget: il prezzo è caro di Giorgia Burzachechi GOVERNANCE Vestire l’Europa di Aurora Magni Fibre Fili per la sostenibilità di Ivan Manzo AMBIENTE L’inquinante perfetto di Maria Secco MATERIALI Tessile ovunque di Marco Benedetti PROGETTI Innovazione tessile di Nicoletta Mazzini L’AMBIENTE IN NUMERI Fast insostenibile di Sergio Ferraris IL PUNTO Cappio tessile di Alessio Ciacci 37 47 30 26 42 40 34 44 46 225056Marzo-Aprile 2025 Illustrazione di copertina: Michele Dotti (prompt IA) Elaborazione: Lev Mocis 75 dai nostri media partner a cura di Giorgia Burzachechi COMUNI VIRTUOSI Direzione contraria a cura di Marco Boschini ITALIA CHE CAMBIA CO 2 tessile a cura di Andrea Degl’Innocenti ENERGIA Capitalismo senza freni a cura di Sergio Ferraris AUTOPRODUZIONE Addio alle macchie a cura di Lucia Cuffaro BIOECONOMIA Fibre dimenticate a cura di Marco Benedetti IMPRESA E SOSTENIBILITÀ Velocità di spreco a cura di Averaldo Farri CALORE DOMESTICO Meno consumi, più comfort a cura di Samuele Trento LA RIVOLUZIONE DELL’ORTO Robotico è l’ortaggio a cura di Andrea Battiata ECOSALUTE L’illusione va di moda a cura di Espedito De Leonardis BUONE NOTIZIE Cucire opportunità a cura di Roberta Nutricati LIBRI a cura della Redazione MUSICA & AMBIENTE a cura di Giordano Sangiorgi L’AMBIENTE IMMAGINATO L’inferno dentro l’armadio a cura di Stefano Visani SPAZIO BAMBINI a cura di Moreno Tomasetig ECO APP a cura di Duccio Braccaloni 9 17 61 11 19 62 13 21 65 67 69 70 73 15 59 RUBRICHE 2637 423040L'Ecofuturo Magazine periodico bimestrale Direttore editoriale e responsabile: Michele Dotti Caporedattore: Sergio Ferraris Grafica, impaginazione e photo editing: Leonardo Mascioli Editor: Ester Stefania Lattanzio Social Media: Adela Filipovici Rapporti con i media partner: Giorgia Burzachechi Edito da Econnection La comunicazione che innova Società cooperativa Piazza Francesco Donnetti, 18 00145 Roma info@econnection.it P. IVA 12260851006 D.USC. 10-05-19 Registrazione al Tribunale di Ravenna: Num. R.G. 2265/2019 Num. Reg. Stampa 1456 del 20/05/2019 Iscrizione ROC 34924 Questo periodico è aperto a quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana. Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. www.ecofuturo.eu La bussola : come “ navigare ” la rivista online Legenda Prima di iniziare a sfogliare questo magazine sul vostro device, chiediamo due minuti per illustrarvi come navigare al meglio su Flowpaper. Partiamo dal menù in alto, che sul Pc è immediatamente visibile mentre sul cellulare compare scorrendo col dito verso il basso. Attraverso questo menù potete scegliere se visualizzare nella modalità a due pagine, ottima per sfogliare la rivista al computer, oppure a pagina singola, più pratica per leggere un articolo. Si apre direttamente a pagina singola tenendo il cellulare (o il tablet) in verticale, mentre passa automaticamente a doppia pagina se lo mettete in orizzontale. Sempre tramite il menù in alto potete scegliere di stampare la rivista, scaricarla in Pdf (così facendo si perdono alcune interattività), ottenere l’Url e i codici Html per condividerla su un sito, regolare la dimensione della pagina (meglio usare questo e non lo zoom col mouse se siete sul Pc), sfogliare le pagine o inserire direttamente il numero della pagina desiderata, cercare una parola nel testo di tutta la rivista. Attenzione all’uso dello scroll col mouse: a doppia pagina funge da zoom, mentre a pagina singola scorre verso il basso permettendo di passare da una pagina all’altra. Con il cellulare è più pratico fare zoom utilizzando due dita e spostare la pagina con un dito solo. La visione ottimale si ha con un tablet, al Pc si può leggere comodamente, al cellulare risulta inevitabilmente più faticoso per gli occhi. Buona lettura. Anzi buona navigazione! indica la presenza di un video, si visualizza cliccandoci cliccando su questo è possibile ascoltare l'articolo cliccando sulla bussola si torna direttamente al sommarioVogliamo ringraziare di cuore tutti gli amici che condividendo i nostri valori e obiettivi stanno contribuendo, come media partner, a diffondere — in pieno spirito collaborativo — questa rivista attraverso i loro canali di comunicazione: siti, social, newsletter. La portata delle sfide ambientali che abbiamo dinanzi è tale che richiede il massimo della collaborazione fra di noi, per cercare di raggiungere, informare e sensibilizzare il maggior numero di persone possibile. Se voleste contribuire anche voi a diffondere “L’Ecofuturo Magazine” attraverso un vostro canale di informazione, contattateci: redazione@ecofuturo.eu. Saremo lieti di accogliervi nella nostra “grande famiglia” di eco-innovatori che si impegnano ogni giorno per costruire un mondo migliore. La “grande famiglia” di7 L’ECOFUTURO MAGAZINE Marzo-Aprile 2025 C i vestiamo ogni giorno, spesso senza por- ci troppe domande. Eppure, dietro ogni capo che scegliamo di indossare si cela una storia di potere, divieti e desideri repressi. La fast fashion rappresenta il culmine di questa storia: una promessa di libertà che, in realtà, ci tiene prigionieri di meccanismi profondi. Per secoli, la moda non è stata solo estetica, ma un sistema di controllo sociale. Le leggi suntuarie, in vigore fino al XVIII secolo, imponevano rigi- de restrizioni sull’abbigliamento per distinguere le classi sociali e limitare l’accesso ai beni di lusso da parte dei ceti popolari. Non era solo una questio- ne economica: dietro di esse c’era l’idea che ogni classe dovesse restare al proprio posto e che l’osten- tazione di ricchezza da parte dei meno abbienti minacciasse l’ordine sociale. Ma l’essere umano, si sa, è spinto dal desiderio e più qualcosa gli viene negato, più lo desidera. Quelle restrizioni hanno alimentato - per molti secoli - un profondo bisogno di emancipazione attraverso il vestire. Quando l’industrializzazione ha reso possi- bile la produzione su larga scala, la diga è crollata: la moda è diventata finalmente “democratica”. La fast fashion è l’estremizzazione di questo processo. Oggi possiamo acquistare capi che ripro- ducono le tendenze delle passerelle a prezzi irrisori, cambiando look ogni settimana. Sembra una con- quista, ma a quale prezzo? Se da un lato ha abbattuto le barriere economiche, dall’altro ci ha incatenati al consumo compulsi- vo. I prezzi bassi si basano su condizioni di lavoro inaccettabili e un impatto ambientale devastante. Le acque dei fiumi in Asia si tingono dei colori delle tendenze stagionali, impregnate di sostanze tossiche. Le microplastiche dei tessuti sintetici av- velenano gli oceani. E noi partecipiamo a tutto questo ogni volta che compriamo una maglietta a pochi euro, illudendoci di essere liberi. Ma il desiderio di vestirci come vogliamo, dopo secoli di divieti, ci ha resi dipendenti dalla novità, dall’omologazione e dall’insicurezza che ci spinge a riempire gli armadi senza sentirci mai soddisfatti. La soluzione non è solo “comprare meno”. Certo, la consapevolezza è fondamentale: prediligere ma- teriali sostenibili, supportare brand etici, riciclare e riparare. In questo numero presentiamo molte concrete scelte possibili. Ma tutto questo non ba- sta, se non affrontiamo il nodo più profondo: il nostro rapporto emotivo con i vestiti e con l’im- magine di noi stessi. Dobbiamo liberarci non solo dalla fast fashion, ma anche dal desiderio represso che la alimenta. Que- sto significa riscoprire un rapporto autentico con il nostro modo di vestire, che non sia guidato dalla compulsione dell’acquisto, ma dall’espressione ge- nuina di sé. Significa educare i più giovani a valori più profondi, aiutandoli a capire che il valore di una persona non dipende dall’etichetta che porta addosso. Se le leggi suntuarie hanno creato un de- siderio represso che ha contribuito all’esplosione della fast fashion, oggi il nostro compito è invertire il processo: smettere di rincorrere l’illusione della libertà nel consumo e riscoprire la bellezza della semplicità e della qualità. Vestirsi non dovrebbe essere un atto di omologazione o una fuga da insi- curezze, ma una dichiarazione di chi siamo. E per farlo, non serve possedere centinaia di capi. Serve solo la volontà di essere davvero liberi. di Michele Dotti direttore L'Ecofuturo Magazine Editoriale Dalle leggi suntuarie alla fast fashion9 L’ECOFUTURO MAGAZINE Marzo-Aprile 2025 I l referendum indetto dall’ammi- nistrazione comunale di Parigi, che ha invitato i cittadini dei 20 arrondissement a esprimersi sul- la chiusura al traffico e la creazione di spazi verdi in 500 strade della città, ha confermato la visione di città che, dal 2014 ad oggi, la Sindaca Anne Hidalgo sta portando avanti con azioni concrete, investimenti e proposte orientate verso un ambiente urbano più sostenibile. Il 66% dei (pochi, va sottolineato) vo- tanti che si sono recati alle urne ha approvato una consultazione che, seb- bene non vincolante, ha già portato al risultato di avviare gli studi di fattibilità per individuare le strade da chiudere al traffico e per ripensare la gestione dello stesso nella metropoli francese. In sintesi, sempre più spazio per ci- clisti e pedoni, sempre meno per il traffico delle auto private. Negli ultimi anni, l’amministrazione ha incrementato le tariffe di parcheggio per le automobili più lussuose, inqui- nanti e ingombranti, limitando anche l’accesso alle auto lungo i viali che costeggiano la Senna. Nei due mandati di Anne Hidalgo alla guida di Parigi (il cui mandato si con- cluderà nel 2026), vanno sottolineati gli investimenti per l’espansione della rete di piste ciclabili, che ora si estende su 1.300 km, migliorando il trasporto pubblico locale e i collegamenti con le periferie. Parigi, così come Barcellona e altre città di varie dimensioni in Europa, dimostrano che un modello di mobilità sostenibile e dolce non solo è au- spicabile e necessario, ma anche realizzabile. Molti comuni virtuosi, a partire dal progetto visionario di Bo- logna Città 30, stanno sperimentando in Italia buone pratiche e azioni che hanno il merito di sfatare il pregiudizio di fondo di questo tipo di interventi, mettendo in discussione il dogma dell’auto privata. Meno auto in città non significa affatto più disagi per chi vive, lavora e frequenta un determinato territo- rio. Allo stesso modo, aumentare le zone pedonali non implica la chiusura delle attività commerciali. Meno auto, più pedo- nalizzazioni, e maggiori infrastrutture per la mobilità dolce (come piste ciclabili, trasporto pubblico, zone 20 e 30, e pe- donalizzazioni) rappresentano forse l’unica strada che i nostri amministratori possono percorrere per migliorare la qualità della vita nelle nostre comunità. Abbiamo esempi, modelli e strumenti a disposizione per farlo. È possibile avviare un dibattito serio e un confronto costrut- tivo in questo Paese, o preferiamo rassegnarci mentre molte città europee continuano a fare progressi, avanzando nella di- rezione opposta? Segnalateci le buone pratiche del vostro Comune in materia di mobilità sostenibile scrivendo a info@comunivirtuosi.org. Vogliamo avviare un confronto aperto e trasparente, cercando di influenzare la politica nazionale in questa direzione. a cura di Marco Boschini coordinatore Associazione Comuni Virtuosi COMUNI VIRTUOSI Direzione contraria A Parigi i cittadini dei 20 arrondissement hanno votato per la chiusura al traffico Next >