PERSONAGGI INTERVISTA A FEDERICO BUTERA TECNOLOGIE ENERGIA TRASPARENTE CASA DOVE ABITA IL BYTE COOPERAFUTURO VEDERE OLTRE LO SGUARDO Bimestrale · Anno 8 · Numero 5/2026 Settembre-Ottobre 2026 VIAGGIO NEL MONDO TRA PROGETTI VIRTUOSI, ECOTECNOLOGIE E SCELTE CONSAPEVOLI ecofuturo.eu OPPORTUNITÀ & RISCHI ENERGIEDIGITALISOMMARIO 7 Energie Digitali Opportunità & Rischi 27 FOCUS PARTNER ARTICOLI EDITORIALE Il digitale che protegge l’analogico di Michele Dotti 24 IL CONTESTO Elettroni al bivio di Sergio Ferraris CER Energie digitali per la comunità di Giorgia Burzachechi TECNOLOGIE Energia trasparente di Pietro De Vidi CASA Dove abita il byte di Mauro Vergari RISCHI DIGITALI L’algoritmo del potere di Adelmo Oda METEO Rinnovabili senza stop di Ivan Manzo L’AMBIENTE IN NUMERI Biodiversità in ritirata di Sergio Ferraris IL PUNTO Sostenibilità è relazione di Michele Dotti 3850 5132 36 28 46 42 FREE Partecipazione possibile di Attilio Piattelli Cooperafuturo Vedere oltre lo sguardo di Nicoletta Mazzini 22 58 58 I PERSONAGGI Tutte le interviste esclusive che abbiamo pubblicato in questi anni PERSONAGGI Abitare la transizione di Sergio Ferraris Appuntamenti Custodire la Terra di Elena Pagliai INQUINAMENTO Barriera ai rifiuti. Prima del mare di Marcello Bianco 52 56 24Settembre-Ottobre 2026 Immagine di copertina: Google Gemini AI, prompt: Michele Dotti 81 dai nostri media partner a cura di Giorgia Burzachechi PARTNER RUBRICHE 3246 3828 36 COMUNI VIRTUOSI Elettroni di comunità a cura di Marco Boschini ITALIA CHE CAMBIA Fissare il limite a cura di Andrea Degl’Innocenti ENERGIA Clima di falsità a cura di Sergio Ferraris AUTOPRODUZIONE Merenda sostenibile a cura di Lucia Cuffaro BIOECONOMIA Tessuto verde a cura di Marco Benedetti IMPRESA E SOSTENIBILITÀ Il fotone guidato dal byte a cura di Averaldo Farri CALORE DOMESTICO La pompa di calore impara a cura di Samuele Trento LA RIVOLUZIONE DELL’ORTO Trovare il tempo a cura di Andrea Battiata IL REGNO NASCOSTO Autunno in equilibrio a cura di Filippo Bosco ECOSALUTE Il risparmio della salute a cura di Espedito De Leonardis BUONE NOTIZIE Il prezzo dell’AI a cura di Roberta Nutricati LIBRI a cura della Redazione MUSICA & ambiente a cura di Giordano Sangiorgi L’AMBIENTE IMMAGINATO a cura di Stefano Visani SPAZIO BAMBINI a cura di Moreno Tomasetig ECO APP a cura di Duccio Braccaloni 79 9 17 67 11 19 65 69 13 2171 73 75 76 15 63L'Ecofuturo Magazine periodico bimestrale Direttore editoriale e responsabile: Michele Dotti Caporedattore: Sergio Ferraris Grafica, impaginazione e photo editing: Leonardo Mascioli Editor: Ester Stefania Lattanzio Social Media: Adela Filipovici Rapporti con i media partner: Giorgia Burzachechi Edito da Econnection La comunicazione che innova Società cooperativa Piazza Francesco Donnetti, 18 00145 Roma info@econnection.it P. IVA 12260851006 D.USC. 10-05-19 Registrazione al Tribunale di Ravenna: Num. R.G. 2265/2019 Num. Reg. Stampa 1456 del 20/05/2019 Iscrizione ROC 34924 Questo periodico è aperto a quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana. Notizie, articoli, fotografie, composizioni artistiche e materiali redazionali inviati al giornale, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. www.ecofuturo.eu La bussola : come “ navigare ” la rivista online Legenda Prima di iniziare a sfogliare questo magazine sul vostro device, chiediamo due minuti per illustrarvi come navigare al meglio su Flowpaper. Partiamo dal menù in alto, che sul Pc è immediatamente visibile mentre sul cellulare compare scorrendo col dito verso il basso. Attraverso questo menù potete scegliere se visualizzare nella modalità a due pagine, ottima per sfogliare la rivista al computer, oppure a pagina singola, più pratica per leggere un articolo. Si apre direttamente a pagina singola tenendo il cellulare (o il tablet) in verticale, mentre passa automaticamente a doppia pagina se lo mettete in orizzontale. Sempre tramite il menù in alto potete scegliere di stampare la rivista, scaricarla in Pdf (così facendo si perdono alcune interattività), ottenere l’Url e i codici Html per condividerla su un sito, regolare la dimensione della pagina (meglio usare questo e non lo zoom col mouse se siete sul Pc), sfogliare le pagine o inserire direttamente il numero della pagina desiderata, cercare una parola nel testo di tutta la rivista. Attenzione all’uso dello scroll col mouse: a doppia pagina funge da zoom, mentre a pagina singola scorre verso il basso permettendo di passare da una pagina all’altra. Con il cellulare è più pratico fare zoom utilizzando due dita e spostare la pagina con un dito solo. La visione ottimale si ha con un tablet, al Pc si può leggere comodamente, al cellulare risulta inevitabilmente più faticoso per gli occhi. Buona lettura. Anzi buona navigazione! indica la presenza di un video, si visualizza cliccandoci cliccando su questo è possibile ascoltare l'articolo cliccando sulla bussola si torna direttamente al sommarioVogliamo ringraziare di cuore tutti gli amici che condividendo i nostri valori e obiettivi stanno contribuendo, come media partner, a diffondere — in pieno spirito collaborativo — questa rivista attraverso i loro canali di comunicazione: siti, social, newsletter. La portata delle sfide ambientali che abbiamo dinanzi è tale che richiede il massimo della collaborazione fra di noi, per cercare di raggiungere, informare e sensibilizzare il maggior numero di persone possibile. Se voleste contribuire anche voi a diffondere “L’Ecofuturo Magazine” attraverso un vostro canale di informazione, contattateci: redazione@ecofuturo.eu. Saremo lieti di accogliervi nella nostra “grande famiglia” di eco-innovatori che si impegnano ogni giorno per costruire un mondo migliore. La “grande famiglia” di7 L’ECOFUTURO MAGAZINE Settembre-Ottobre 2026 D evo confessare, per onestà, che sono ancora un amante dell’analogico. Penso che nessun tablet potrà mai sostituire il profumo delle pagine di un libro e la sensazione del tatto sulla trama della sua carta. Penso che nessuna ottica di- gitale, per quanto evoluta, potrà mai restituirci i colori e la profondità di un tramonto come il nostro occhio. Penso, soprattutto, che non dovremmo mai perdere il contatto con la natura attraverso i nostri cinque sensi. Questo però non mi impedisce di vedere le potenzialità del digitale in molti campi. Anzi, con- cepisco il digitale come uno strumento che può permetterci di proteggere - per così dire - la bellezza dell’analogico in tanti momenti della nostra giornata. Un navigatore, per esempio, può farci risparmiare tempo e chilometri: tempo che possiamo restituire a una passeggiata, a una conversazione, alla lettura di un libro. Un sistema digitale che regola il traffico può ri- durre code e inquinamento. Significa respirare aria più pulita e poter sentire ancora, passando in un giardino, il profumo di un fiore. Un sensore che misura l’umi- dità del terreno può far arrivare l’acqua dove e quando serve: meno spreco, ma anche più possibilità che quel campo, quel bosco, quel paesaggio continuino a vive- re. Il digitale, insomma, può essere straordinariamente utile quando lavora per restituirci qualcosa che digitale non è. Tempo, silenzio, aria pulita, natura. La possi- bilità di guardare il mondo invece di uno schermo. E se parliamo di energia, questa possibilità diventa ancora più interessante. Il sistema energetico del No- vecento era pensato per essere grande, centralizzato e prevedibile. Enormi centrali producevano energia e noi, semplicemente, la consumavamo. Le fonti rin- novabili hanno cambiato le regole del gioco: sempre più spesso l’energia viene prodotta vicino a dove è consumata, da milioni di impianti piccoli e diffusi. Per rendere l’idea: Terna nel 2000 gestiva l’immissione in rete da poco più di 800 centrali elettriche; oggi il sistema conta oltre 2,1 milioni di impianti di produ- zione, la maggior parte alimentati da fonti rinnovabili. È qui che il digitale può diventare decisivo. Può met- tere in comunicazione tutte queste energie, prevedere quando ci sarà più Sole o più vento, aiutare una famiglia a consumare quando l’elettricità costa e inquina meno, far dialogare un impianto fotovoltaico con una batteria o con l’auto elettrica. Può persino permettere a un quar- tiere di condividere l’energia prodotta sui propri tetti. Ma la questione non è soltanto tecnologi- ca. È, soprattutto, una questione di potere. Perché lo stesso strumento che può rendere l’energia più democratica può anche renderla più controllabi- le. Se pochi soggetti possiedono le piattaforme, i dati e gli algoritmi che governano questo nuovo sistema, rischiamo di costruire un nuovo modello centra- lizzato, soltanto più sofisticato e invisibile. Una specie di cappio digitale, dopo aver pensato di es- serci finalmente liberati da quello delle fonti fossili. La sfida, dunque, è fare in modo che il digitale resti uno strumento e non diventi il padrone. Che serva le nostre comunità, anziché controllarle o renderle di- pendenti. Che renda possibile una gestione sostenibile dell’energia dal basso, trasparente e condivisa, invece di creare nuove forme di concentrazione del potere. Il miglior digitale è quello che riesce a diventare quasi invisibile. Quello che ci permette di spegnere lo scher- mo e uscire di casa. Di respirare aria pulita. Di avere tempo per una persona, per un libro, per un paesaggio. L’energia del futuro sarà sempre più digitale. Ma il suo vero successo si misurerà da quanto saprà lasciarci liberi di tornare all’analogico: alla vita. di Michele Dotti direttore L'Ecofuturo Magazine Editoriale Il digitale che protegge l’analogico9 L’ECOFUTURO MAGAZINE Settembre-Ottobre 2026 I l rapporto tra tecnologia ed energia si muove lungo un doppio binario destinato a ri- definire il ruolo dei comuni. Da un lato, il digitale ha una fame insa- ziabile di elettricità: l’espansione dei data center locali per il cloud e l’intel- ligenza artificiale richiedono quantità di energia senza precedenti. Dall’al- tro, lo stesso digitale sta diventando l’architettura indispensabile con cui le amministrazioni locali dovranno governare il sistema energetico dei propri territori. La transizione verso le fonti rinnovabili, per sua natura intermittente e frammentata, non può infatti basarsi sui vecchi modelli centralizzati. Entrano così in gioco le reti intelligenti (smart grid) urbaniz- zate, i sistemi di demand-response e gli algoritmi predittivi basati sull’AI, capaci di bilanciare la rete locale in tempo reale e mutare per sempre la pianificazione dei servizi pubblici e i mercati energetici. Questo scenario apre la strada a due futuri diametralmente opposti per le comunità locali. Il primo è quello dell’ottimismo democra- tico: un enorme passo in avanti verso una gestione dal basso dell’energia. Attraverso lo strumento delle Comunità Energeti- che Rinnovabili (CER), i Comuni smettono di essere semplici consumatori e si trasformano in nodi attivi e intelligenti, co- ordinando la produzione dei tetti pubblici con i consumi di cittadini e PMI. Il secondo scenario, più cupo, vede la gestione dei territori scivolare verso le dinamiche monopolistiche del Web 2.0. Se gli algoritmi predittivi che regolano le smart grid comunali venissero interamente controllati e privatizzati da po- chi colossi tecnologici, la transizione si trasformerebbe in un cappio identico a quello delle grandi piattaforme internet di oggi, privando gli enti locali della sovranità sui propri dati di consumo e sulle proprie risorse critiche. A questo bivio politico, le risposte e le buone prassi stanno già emergendo dalla rete dei Comuni Virtuosi. Un esempio di spicco è quello di Parma, con la creazione dell’innovativa Fondazione di Partecipazione CER: una piattaforma pubblica e condivisa che unisce istituzioni, università, aziende e cittadi- ni. In questa piattaforma il software e il monitoraggio dei dati servono a orchestrare i flussi di energia pulita su scala urbana con una governance democratica e partecipata. Sul fronte dei piccoli borghi, spicca l’esperienza di Ferla (SR), comune pioniere della rete che ha dato vita a una delle prime Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (CERS) d’Italia. In questo borgo, la tecnologia digitale non è usata per spe- culare, ma per tracciare e ridistribuire l’energia dei pannelli comunali, abbattendo le bollette e offrendo un sostegno con- creto contro la povertà energetica. La sfida dei prossimi anni per i sindaci non sarà quindi solo tecnologica, ma di indirizzo pubblico. Sarà necessario decidere se le “energie digitali” diventeranno un’infrastruttura comune, aperta e guidata dai territori o l’ennesimo ecosistema chiuso controllato da una manciata di monopoli globali. a cura di Marco Boschini coordinatore Associazione Comuni Virtuosi COMUNI VIRTUOSI Elettroni di comunità Le energie digitali possono diventare democratiche Immagine: DepositphotosNext >