Dal 16 al 18 Ottobre, Feltre, Santa Giustina e Mel ospitano la seconda tappa dolomitica di Ecofuturo, dopo l’appuntamento di Belluno dello scorso aprile. Tre giornate per incontrare scuole, cittadini, imprese e amministratori, portando sul territorio conoscenze, tecnologie e soprattutto esempi concreti di una transizione ecologica capace di creare nuove opportunità.
Ecofuturo Dolomiti nasce con una convinzione precisa: la sostenibilità non è soltanto una grande strategia nazionale o europea. È qualcosa che deve prendere forma nei territori, nelle comunità, nelle aziende, nelle scuole e nei luoghi in cui le persone vivono e lavorano.
Il programma mette insieme alcuni dei temi più importanti della trasformazione energetica e ambientale: idroelettrico, fotovoltaico flottante, accumuli, pompe di calore, reti fredde, comunità energetiche, intelligenza artificiale, Green Jobs, geotermia, fusione nucleare, agricoltura e rinaturalizzazione urbana.
Ripopolare le aree interne: la transizione come occasione
Uno dei temi trasversali di Ecofuturo Dolomiti sarà però anche quello delle aree interne.
La transizione ecologica può diventare una straordinaria occasione per riportare attività, lavoro e giovani nei territori montani e nei piccoli centri: attraverso le energie rinnovabili, l’innovazione tecnologica, l’agricoltura, il turismo sostenibile, i nuovi lavori verdi e servizi capaci di rendere nuovamente attrattivi i territori.
Ripopolare le aree interne non significa soltanto portare nuove persone. Significa creare le condizioni perché sia possibile viverci, lavorare e costruire un futuro.
16 OTTOBRE – FELTRE (BL) – Sala degli Stemmi
“Dall’acqua all’energia del futuro“
Orario 9:00 – 13:00
La mattina di Venerdì 16 ottobre sarà dedicata all’evoluzione dell’energia idroelettrica: dai mulini storici alle moderne prese di forza, fino alle nuove possibilità offerte dall’integrazione con il fotovoltaico flottante e i sistemi di pompaggio, che possono trasformare gli invasi in vere infrastrutture per l’accumulo dell’energia rinnovabile una seconda nascita per gli invasi idroelettrici, dimezzati nella portata dai sedimenti , parzialmente evaporati dalle temperature estreme e fermi per lunghi periodi a causa del cambiamento di modalità delle precipitazioni. Conservarli non basta più occorre rinnovarli.
La mattinata si concluderà con un confronto sulle opportunità specifiche per la provincia di Belluno.
“Reti fredde, comunità energetiche e pompe di calore“
Orario 16:15 – 18:30
Nel pomeriggio lo sguardo si sposterà sulle reti fredde, le pompe di calore e le comunità energetiche come soluzione al costo energetico diventato insostenibile
Comunità energetiche non solo dell’energia elettrica ma anche del calore con soluzioni per tutti gli edifici convenienti e possibili per uscire dall’era e dall’impatto ecologico e economico delle caldaie fossili risolvendo anche in contemporanea acqua calda sanitaria e condizionamento estivo.
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17 OTTOBRE – SANTA GIUSTINA (BL) – Biblioteca Civica
“Intelligenza artificiale e nuovi lavori verdi”
Sabato 17 ottobre si parlerà di futuro del lavoro e dell’energia nell’era dell’intelligenza artificiale che sta modificando rapidamente professioni, imprese e competenze: comprenderne opportunità e limiti sarà fondamentale per accompagnare soprattutto le nuove generazioni. La sessione affronta più le criticità mentre quella di domenica mattina analizza le soluzioni alternative alla scomparsa dei lavori connessi all’impiego dell’AI.
Ma la rivoluzione digitale dovrà andare di pari passo con quella energetica. Si parlerà quindi anche di data center sostenibili con il riuso del calore e altre straordinarie soluzioni. Verrano anche affrontate questioni parallele quali la stabilità della rete elettrica e i sistemi di accumulo come i BESS.
“Geotermia: il nucleare gentile”
Nel pomeriggio sarà invece protagonista la geotermia, definita simbolicamente “il nucleare gentile”: una risorsa capace di fornire energia e calore in modo continuo e programmabile. Dalla ricerca sulla fusione nucleare arrivano paradossalmente soluzioni per dare nuova vita alle diverse forme della geotermia, fino al riutilizzo dei pozzi esauriti dell’era fossile e ai nuovi sistemi Eavor Loop e Quaise Energy applicabili oltre i classici areali geotermici il confronto mostrerà quanto sia ampia la frontiera delle tecnologie energetiche. Saranno proiettati video esclusivi sulle nuove tecnologie
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18 OTTOBRE – MEL (BL) – Auditorium ex chiesa di San Pietro
“Green jobs, mani e natura come risposta al lavoro che cambia con l’AI“
L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro più velocemente di quanto riusciamo a immaginare. Mentre molte professioni diventano digitali e automatizzate, cresce un’altra strada: quella dei mestieri verdi, legati al territorio e al saper fare. In questa sessione esperti, imprese e giovani professionisti raccontano come le energie rinnovabili, la cura del bosco, l’attività forestale con la filiera del legno, l’agricoltura bioenergetica e le filiere bio e corte degli alimenti possano offrire lavoro concreto e di qualità, che nessun algoritmo può sostituire. Parleremo di un ritorno alla terra coltivabile anche abbandonata che guarda avanti, non indietro ma che recupera anche antichi saperi e competenze buttati via troppo presto dalla rivoluzione industriale .
A Mel sarà inoltre protagonista un gesto concreto: la piantumazione di una paulownia, accompagnata da un QR code o da una targa ricordo perché sia la prima di nuove milioni di piantumazioni in particolare nelle desertificate pianure e città del nostro paese.
Un simbolo semplice ma potente: la transizione ecologica non si racconta soltanto, si realizza.
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OGNI GIORNO AD ECOFUTURO DOLOMITI:
“Costruire la speranza”: una mostra di soluzioni concrete per scoprire le ecotecnologie del futuro
Durante le giornate sarà inoltre esposta la mostra “Costruire la speranza”, dedicata alle soluzioni concrete già disponibili per affrontare la crisi climatica ed energetica.
Una mostra che porta nei territori esempi di innovazione e possibilità reali e che è stata presentata anche al Parlamento Europeo.
È proprio questo il messaggio che Ecofuturo vuole portare sulle Dolomiti: non siamo davanti soltanto a problemi da risolvere, ma abbiamo già a disposizione una straordinaria quantità di soluzioni da mettere in campo.
Dalle montagne bellunesi può quindi partire un’altra tappa di un viaggio che unisce energia, ambiente, innovazione, formazione e comunità.
La seconda tappa di Ecofuturo Dolomiti 2026 sarà soprattutto un’occasione per incontrarsi, discutere e costruire insieme una visione concreta del futuro: un futuro nel quale la transizione energetica diventa anche lavoro, qualità della vita, rigenerazione dei territori e nuova speranza per le aree interne.

