Cosa serve ORA all’Italia per fronteggiare il supercosto di elettricità, gas e carburanti?
Queste proposte nascono dal lavoro collettivo della rete di Ecofuturo e verranno illustrate e discusse in occasione del Festival “Ecofuturo 2026- L’Ecopresente è conveniente”, alla Città dell’Altra Economia di Roma. Un appuntamento aperto a tutti per ragionare insieme su cosa serve davvero all’Italia, adesso.
RINNOVABILI
1 — Sbloccare le autorizzazioni per le rinnovabili
Oltre 1.700 imprese italiane hanno progetti presentati da realizzare immediatamente, impantanati tra i ritardi del governo per le aste, i ritardi della VIA nazionale e i continui stop-and-go normativi che stanno allontanando le imprese e gli investitori meno capitalizzati ma non per questo meno capaci.
Emanare quanto prima sia FERX che FERZ e avere una pianificazione delle aste con una visibilità di almeno 2–3 anni. La stessa cosa serve per le aste MACSE e del Capacity Market.
1 bis — Territorio
Occorre assumere una posizione chiara sul territorio per superare i blocchi fomentati e finanziati dalle major del petrolio e del gas, che moltiplicano comitati locali e ricattano sindaci e presidenti di regione meno saldi nella difesa della transizione, voluta da una stragrande maggioranza dell’opinione pubblica.
Dare indicazioni al MIC affinché i criteri di valutazione dell’accettabilità territoriale delle FER non siano soggettivi, e che l’accettabilità degli impianti FER — soprattutto degli impianti eolici — si basi su criteri molto meno stringenti di quelli attuali.
1 ter — PPA locali
Occorre adottare da subito la riduzione del prezzo tramite la strategia della consegna diretta — meglio definita come PPA — per tutti gli abitanti e le imprese dei comuni che ospitano impianti rinnovabili utility scale, ovvero impegnarsi a far pagare l’energia elettrica a 5–8 cent €/kWh.
Gli abitanti delle aree geotermiche, idroelettriche o adesso solari ed eoliche devono finalmente essere ricompensati e sostenuti per proseguire ad abitare, a fare impresa e agricoltura nelle aree interne con convenienza.
Permettere che gli impianti FER aggiudicatari di aste possano vendere energia allo stesso prezzo di aggiudicazione ai cittadini e imprese della zona, almeno per una quota del 20–30% di quella generata. Serve una modifica normativa che permetta di scorporare dai contratti per differenza (CfD) gestiti dal GSE la quota venduta direttamente localmente.
1 quater — Autoconsumo e idroelettrico
Azzerare le burocrazie con i relativi ritardi e costi per cittadini e imprese che vogliono installare impianti per autoconsumo, autoconsumo condiviso tramite CER o altro.
Prevedere una quota di connessioni disponibili per impianti BT e MT in autoconsumo, con accesso prioritario. Avviare le gare e i rinnovi per le concessioni idroelettriche scadute o in scadenza con obbligo di vendita dell’energia a prezzo fisso.
Efficienza Energetica. Dal gas all’elettrico per riscaldamento e calore nelle imprese
2 — Pompe di calore
Promuovere la sostituzione massiccia delle caldaie a metano, GPL o gasolio con le pompe di calore — ad aria, a bassa o alta temperatura o con scambio geotermico — adottando sgravi fiscali per le famiglie e certificati verdi per le imprese, le associazioni e gli istituti religiosi.
Promuovere nel contempo ogni azione che determini maggiore efficienza energetica degli edifici, a partire dagli infissi fino ai cappotti realizzati con materiali naturali non di provenienza fossile.
2 bis — Fondo di garanzia
Attivare un fondo di garanzia per consentire a tutte le famiglie, imprese e associazioni di poter finanziare l’acquisto della nuova pompa di calore con interessi calmierati e senza che tale investimento pesi sull’indebitamento bancario complessivo.
2 ter — Geotermia e teleriscaldamento
Semplificare le procedure autorizzative per gli scambi geotermici con le reti idriche esistenti e per la costruzione di reti di teleriscaldamento/freddo, per rendere più efficienti le pompe di calore anche nelle aree urbanizzate delle fasce climatiche più fredde del paese.
Rendere obbligatori i piani energetici cittadini di dettaglio per tutte le città e per aggregati di piccoli comuni, con l’individuazione puntuale di tutte le infrastrutture necessarie per l’elettrificazione dei consumi termici e della mobilità elettrica. Rendere obbligatoria per le nuove abitazioni la totale elettrificazione, senza possibilità di allaccio alla rete gas.
Trasporti Leggeri e Pesanti
3 – Transizione verso la mobilità elettrica
Promuovere la transizione verso l’elettrico con prestiti per l’acquisto, sempre con fondo di rotazione, per i veicoli di costo inferiore ai 20.000 € con rottamazione di veicoli a fine vita utile.
Una auto per nucleo familiare con ricarica bidirezionale, per utilizzare la batteria dell’auto come accumulo domestico.
3 bis — Infrastrutture di ricarica
Rendere disponibili le ricariche lente delle auto dai lampioni dell’illuminazione pubblica a costi non superiori al 20% in più del costo energetico pagato dall’azienda. Liberalizzare l’installazione di punti di ricarica privati anche a bordo marciapiede in area pubblica per gli edifici prospicienti alla strada non dotati di garage.
Promuovere punti di ricarica lenta presso i posti di lavoro con fotovoltaico per la ricarica nella sosta diurna, come welfare aziendale.
3 ter — Autostrade del mare
Promuovere le autostrade del mare non solo con le isole, ma anche lungo tutta la costa italiana e con i paesi limitrofi mediterranei, per abbattere i costi e la fatica dei camionisti attraverso l’utilizzo dell’imponente rete portuale italiana e il finanziamento di rotte non in pareggio, come avviene oggi per i trasporti pubblici su strada.
3 quater — Flotte pubbliche
Sostenere la riconversione motoristica del parco pubblico dei bus e dei trasporti urbani verso l’elettrico, e la riconversione del parco navale italiano verso l’elettrico — dove possibile — il BioGNL e l’Idrogeno, per ridurne i costi di esercizio e l’inquinamento del mare e delle città portuali.
Investimenti e Fondi Pensione
4 – Orientare i fondi pensione verso la transizione ecologica
Indirizzare l’investimento dei fondi pensione da parte dell’INPS verso le energie rinnovabili e la transizione ecologica rinnovabile: investire nella transizione ecologica rinnovabile rende davvero sicuro il rendimento dei fondi pensione.
Ovviamente la transizione si compone di una grande quantità di azioni che potranno davvero consentirci di arrivare al 100% rinnovabile ed efficiente in un tempo non lontano, ma queste sono le più urgenti per un piano di rinascita economica ed ecologica del nostro paese che, per conformazione geografica, ci consente di avere a portata di mano questo obiettivo.

